Si parlano 800 lingue. È aperta a ogni cultura e sempre in prima fila nelle lotte civili. Innalza grattacieli e recupera aree dismesse. È high-tech, ma sostenibile. Per capire come va il mondo, bisogna venire spesso a New York.
In fondo è sempre lei. La megalopoli dei ritmi forsennati, capitale morale del Paese che, secondo una ricerca Gallup dell’aprile 2019, registra il 55 per cento di “adulti stressati”, un record mondiale, a cui, forse, si deve la comparsa, nel giugno dello stesso anno, delle public punching bag, cuscini da prendere a pugni per sfogare l’aggressività. Ma anche, per fortuna, la città dove si va di più in bici, si pratica Tai Chi di massa nei parchi.

La New York che non dorme mai, con i neon eternamente accesi, i diner sempre aperti e il metro senza orario. E quella che fa più sport, adotta menù bio e orari più salutari: pochi anni fa la rivista Time Out non avrebbe mai pensato di annunciare, come ha fatto di recente, “10 party urbani che finiscono prima delle 22”, a partire dai dj set di piazza di Mister Sunday, nel sobborgo di  Ridgewood, fra Brooklyn e Queens.Questa è ancora la città che innalza grattacieli sempre più alti e spettacolari, innovativi ed eco-compatibili.