Washington, D.C. ha una storia particolare perché non è nata come una città “normale”, ma come capitale pianificata degli Stati Uniti.

All’inizio, dopo la Guerra d’indipendenza americana (1775–1783), il nuovo paese aveva bisogno di una capitale stabile. Nel 1790 il Congresso approvò il Residence Act, che stabiliva la creazione di una capitale federale lungo il fiume Potomac. Il sito fu scelto anche grazie all’influenza di George Washington, da cui la città prende il nome.

La progettazione fu affidata all’ingegnere francese Pierre Charles L’Enfant, che immaginò una città monumentale con grandi viali e spazi simbolici. La costruzione iniziò negli anni 1790, e nel 1800 il governo si trasferì ufficialmente lì.

Durante la Guerra del 1812, nel 1814 le truppe britanniche invasero la città e incendiarono importanti edifici, tra cui la Casa Bianca e il Campidoglio. La città fu poi ricostruita.

Nel XIX secolo, Washington rimase relativamente piccola, ma divenne un centro cruciale durante la Guerra civile americana (1861–1865), essendo vicina agli stati del Sud. Dopo la guerra, iniziò a crescere lentamente.

Nel XX secolo la città si espanse molto, soprattutto durante il New Deal e la Seconda guerra mondiale, diventando il cuore politico e amministrativo degli Stati Uniti. Fu anche un centro fondamentale del Movimento per i diritti civili negli Stati Uniti: qui si tenne nel 1963 la famosa marcia guidata da Martin Luther King Jr., dove pronunciò il discorso “I Have a Dream”.

Oggi Washington, D.C. è una città globale, sede delle principali istituzioni federali (Casa Bianca, Congresso, Corte Suprema) e di numerosi musei e monumenti, oltre a essere un importante centro politico e culturale.